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martedì, 21 febbraio 2006

Il viaggio

C'era già tanta folla al binario 12. Il treno era in ritardo. Trovarono un posto a sedere in sala d'attesa. Intanto potevano ancora stare vicini, tenersi per mano e guardarsi negli occhi, ancora, ancora. Non volevano perdere neanche un minuto. Quando il treno si fermò in stazione, dovettero passare in rassegna varie vetture prima di trovare una carrozza di 2a classe. Non fumatori. La gente si accalcava per salire. Il treno era arrivato pieno, e poca gente era scesa a quella fermata. Salirono. A fatica percorsero tutto il corridoio, poi passarono a un altro scompartimento, e a un altro ancora. Tutto occupato. Neanche un posto sugli strapuntini dei corridoi. Arrivarono all'ultima carrozza. C'erano già molte persone in piedi. Si sistemarono nell'unico spazio libero, dietro la porta a vetri, nell'angolo del portabagagli. Lei vi si appoggiò e, stretta a lui, gli cingeva la vita con tutte e due le braccia. Lui la copriva abbracciandola a sua volta. Ogni tanto doveva spostarsi scavalcando un borsone sistemato in terra, per far passare chi entrava a cercare posto. Risero della situazione, scherzarono e risero. Lei commentò:
«Quasi sono più contenta che non abbiamo trovato il posto ....». Lo guardò, sorridendo con malizia e gli occhi le brillarono come due piccole stelle. «.... così posso stare abbracciata a te ancora per tre ore ....!»
Lui rise, teneramente la baciò su una tempia. Il miele dei tre giorni passati insieme continuava a sciogliersi dentro di lui, guardandola. La stringeva a sé con delicatezza, come a proteggerla, comunicandole amore con il calore del suo corpo; ogni tanto chinava il viso ad appoggiarle le labbra sulla fronte. Lei si sentiva fondere a quei tenerissimi baci, sembravano due diciassettenni al primo amore. I quasi trenta e quaranta anni in più non erano presi in alcuna considerazione.
Il treno intanto si era avviato e procedeva lento. Se non fosse stato per il via vai attraverso la porta, con i conseguenti spostamenti di lui ogni volta, lo spazio intorno avrebbe potuto essere qualsiasi altro posto sulla terra, così ebbri di gioia erano per quella situazione, altrimenti scomoda, che li portava a ridere, a giocare, ad abbracciarsi e baciarsi, senza vergogna, di fronte a tutti, in mezzo alla folla di un treno, loro due soli, spensierati ed incoscienti e innamorati come due ragazzi. Esiste un'età per innamorarsi? A loro questo non importava. Lo spirito che avevano nel cuore era quello che contava, una sensazione irripetibile di emozioni da riscoprire, da inventare, da gustare, senza limiti né remore né pudori, però sempre con tenerezza quasi innocente, nuova e unica. C'erano solo loro, in quel momento, su quel treno, di ritorno da una meravigliosa avventura d'amore, che si era proiettata indietro nel tempo, nella Firenze splendente e magica del Rinascimento, immersi nella storia e nell'arte di un periodo grandioso; conservavano nella mente e negli occhi la visione dei tesori che avevano visto, delle bellezze che avevano condiviso con emozione, fusa all'amore dei loro corpi nel ritrovarsi allacciati tra le quattro mura che avevano protetto i loro baci, le loro carezze, i loro discorsi di amanti, le dolcezze dei risvegli, l'appagamento del sonno dopo l'amore, caldi e nudi, sempre stretti l'una all'altro, in una dimensione temporale che apparteneva a loro, a loro soltanto. Ora il treno stava andando, li riportava nel reale, ognuno alla propria vita, lontani centinaia di chilometri, i binari dei ricordi ad unirli, invisibili e segreti.
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postato da: tonicomatto alle ore 15:52 | link |

Quell' anno...

Dopo le prime piogge di novembre, il clima ritornò caldo. Le mattine si succedevano azzurre e soleggiate, e la gente rimise da parte gli impermeabili e i giacconi pesanti. Dapprima furono i soliti discorsi sul tempo che è cambiato e che non si capisce più niente, o sull'estate di San Martino che si prolunga. Poi venne dicembre; la mattina si sentivano gli uccelli cinguettare attorno ai nidi, le rondini non erano partite. Le notti erano tiepide e chiarissime, e in televisione cominciarono i dibattiti sulla situazione meteorologica. Qualcuno dei ragazzi saltava la scuola per andarsene in spiaggia, il clima fu argomento di battute nei cabaret e di gags negli spettacoli. Ma poi, era quasi Natale, il sole mutò colore. La luce prese una tinta dorata, d'un oro come spento. E lontano nel cielo azzurrissimo si vedevano faville dorate, come fuochi d'artificio silenziosi. Allora iniziarono le telefonate ai centri geofisici e agli osservatori astronomici. Le trasmissioni scientifiche parlarono degli "strani fenomeni" e li ricollegarono all'effetto-serra. Gli esperti dissero che che il mutamento climatico avrebbe avuto breve durata e nessun effetto negativo. Nei talk show, astronomi e dive discussero sull'argomento, tra sorrisi e break pubblicitari.Le ditte impostarono le loro campagne pubblicitarie sul "Natale tropicale", lo slogan "Il tuo Natale è un fiore di serra" fu premiato col Delfino d'Oro, e ci fu la solita ridda di pacchi, pacchetti e panettoni. Per tutto gennaio non piovve. I grilli, la notte, cantavano come in piena estate.
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A fine gennaio, i dibattiti sul clima cessarono. Ogni mattina ci si alzava con un senso strano di angoscia e per prima cosa si guardava il cielo, aspettando di vederlo finalmente color cenere, o gonfio di nuvole. Ma il cielo era azzurro, percorso in lontananza da strisce e scintille d'oro, e la luce sempre più giallastra e abbagliante. Sui giornali, non una parola sul tempo. La situazione politica, i processi, gli incidenti, le cronache mondane. Di notte, cominciarono ad attraversare il cielo grosse stelle cadenti. Ma nessuno ne parlava. Le battute sul tempo erano scomparse dagli show. Una sera durante uno spettacolo in diretta l'attore comico Enrico, mettendo da parte la scaletta urlò nel microfono: "Perché state a rincretinire dietro a questi spettacoli, perché non vi chiedete com'è che non vi dicono la verità, che la terra sta deviando dalla sua orbita, che l'asse…"A questo punto la trasmissione fu interrotta per qualche minuto, poi il comico riapparve sorridente e sornione a dire che era tutto uno scherzo. Quello fu uno degli ultimi programmi ad andare in diretta.
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Le congregazioni religiose organizzavano processioni per chiedere la pioggia; e la notte la musica che usciva a fiotti dalle discoteche si mescolava alla cantilena delle litanie. I profeti delle sette mistiche predicarono le piaghe d'Egitto e la fine del mondo. Non c'era nulla, in fondo, - quasi nulla - di anormale. La gente faceva la spesa, lavorava, comprava, affollava i bar, le discoteche e le strade: ma con qualcosa di spento negli atteggiamenti e nella voce, come oppressa da un pensiero fisso o da una condanna inesplicabile. Il diciotto febbraio i negozianti tolsero dalle vetrine gli articoli invernali e fecero l'esposizione con abiti leggeri, dai colori allegri e lucenti. I visi dei vetrinisti erano terrei mentre sistemavano tra i manichini i gelati di plastica, le conchiglie e le reti da pesca. La luce del sole s'era fatta rossiccia: nelle campagne la terra si spaccava per la sete e le vipere giungevano a cercare acqua nei rubinetti delle case fuori paese. La gente si era riunita in comitati, e i comitati erano andati in delegazione agli istituti geofisici, ai Ministeri, alla Prefettura, ottenendo risposte generiche, tranquillizzanti e contraddittorie. Poi i comitati furono sciolti e le riunioni vietate. E poi domande e proteste cessarono. Agli inizi di marzo la gente conservò negli armadi la roba invernale, e cominciò a discutere dell'estate. Le riviste proposero le nuove collezioni di costumi e le ragazze li comprarono, e comprarono gli abbronzanti per andare al mare. I cantautori composero canzoni per l'estate, la spiaggia iniziò a popolarsi e tutto sembrò uguale a prima. Ma in certi momenti la luce rossiccia aveva come un'intermittenza, e nel cielo senza una nuvola s'infittivano le scintille d'oro come muti fuochi d'artificio, messaggi indecifrati e lontani. Allora anche nei gruppi più chiassosi si spandeva uno strano, spesso silenzio, dove dominava il fruscio del mare e lo stridio di innumerevoli uccelli.
postato da: tonicomatto alle ore 15:47 | link |